Beasts and Bumpkins

21 09 2010
Beasts and Bumpkins screenshot

Uova e pane per tutti!

 

Genere: RTS \Gestionale
Sviluppatore: Worldweaver Productions.
Pubblicazione: EA Games.

Ecco un pezzo d’annata. Questo gioco pubblicato nel lontano 1997 ha fatto sorridere molte persone con il suo umorismo e il suo stile.

Beasts and Bumpkins vi mette al comando di un villaggio medievale di contadini e campagnoli, dopo che siete stati ingiustamene esiliati dal Re e privati di tutti i vostri possedimenti. L’obiettivo di ogni missione è innanzitutto quello di far prosperare tale villaggio tramite la costruzione di strutture civili quali case, pozzi, fornai o fattorie, e poi difendersi da attacchi di zombie, ritrovare oggetti leggendari, eliminare un villaggio nemico. Insomma chi più ne ha più ne metta.

Ciò che mi spinge a recensire Beasts and Bumpkins è il gameplay, piuttosto originale, che lo caratterizza: i comandi sono gli stessi di un qualsiasi gioco di strategia in tempo reale (C&C, Warcraft 2 e Starcraft erano ancora giovani a quei tempi), ma non è possibile generare unità direttamente. Se il villaggio prospera e ci sono case in abbondanza allora saranno i contadini stessi a decidere di procreare, e lo faranno in maniera più che esplicita.
Questa singola caratteristica basta, da sola, a rendere il gioco originale in quanto indipendentemente dall’obiettivo della missione sarà necessario tenere sotto controllo il villaggio, assicurandosi che la popolazione aumenti in modo da poter supportare eventuali forze di attacco o difesa, che la popolazione sia felice in modo che non si trucidino tra di loro.
Costruendo edifici e spedendoci all’interno gli abitanti del villaggio sarà possibile ottenere le unità di cui abbiamo bisogno per proseguire con le missioni: nella chiesa potremo addestrare un prete, utile per sotterrare i corpi dei deceduti ed eliminare quindi la peste, nella prigione potremo addestrare il lanciere, che girando per le strade manterrà l’ordine pubblico, nel palazzo del villaggio addestreremo un esattore e così via.

Beasts and Bumpkins screenshot

Forse troppe uova?

Nel gioco è presente un rudimentale ciclo giorno/notte che segna anche il passare delle stagioni, importanti in maniera specifica per la semina e la raccolta del grano.

Le meccaniche di gioco sono legnose e l’interfaccia è ben poco reattiva, e in definitiva se giocato oggi Beasts and Bumpkins non lascerebbe di certo il segno su nessuno. Ciononostante all’epoca l’atmosfera che creava era molto coinvolgente.

Pregi:

  • Originale.
  • Crea una certa atmosfera.

Difetti:

  • Piuttosto legnoso.
  • E’ invecchiato velocemente e male.

Nota: il gioco funziona anche sui moderni sistemi operativi (Windows xp e 7). Tutto ciò che è necessario fare è impostare la compatibilità del setup prima di lanciarlo, e poi la compatibilità dell’exe stesso.





Hollywood Monsters

24 02 2010
hollywood monsters screenshot

Qualcuno dei mostri si è trattenuto alla festa fino al mattino. D'altronde siamo ad Hollywood..

Genere: Avventura Grafica
Sviluppatore: Pendulo Studios
Pubblicazione: Dinamic Multimedia / FX Interactive

Ecco un bel pezzo d’antiquariato. Avventura grafica di vecchio stampo ma carica dell’atmosfera dei tempi andati, Hollywood Monsters ci metterà nei panni dei giornalisti Ron Ashman e Sue Bergman del The Quill, alle prese con una pazza festa di premiazione dei migliori interpreti di film horror. Alla festa sono invitati tutti i più famosi mostri dell’horror classico, da Dracula al Dottor Mosca. Le cosa non andranno esattamente come previsto e comincerà una lunga inchiesta/investigazione, che ci porterà in tutto il mondo.

Hollywood Monsters è un’avventura grafica basata quasi interamente sull’utilizzo di oggetti e sull’interazione ambientale, l’esatto opposto di, per dire, un qualsiasi capitolo della serie Myst. Gli oggetti da prendere saranno davvero tantissimi e saranno utilizzabili nei classici modi e in qualcuno più fantasioso. L’impostazione dell’avventura è “aperta”, ovvero non si avrà l’impressione di percorrere un corridoio intervallato da enigmi, ma potremo lavorare a più situazioni contemporaneamente, e se siamo bloccati in Australia, la soluzione potrebbe essere in Transilvania o potremmo trovare li qualcosa da fare.

hollywood monsters screenshot

Questo simpatico perscatore è fissato con la parentela. E voi dovrete stare al gioco ...

Parametro GraficaLa grafica è di Hollywood Monsters è in rigoroso 2d (yuppie!) e in stile cartoon, come tutte o quasi le produzioni Pendulo Studios. Forse (leggi sicuramente) sono un nostalgico convinto, ma questo stile grafico è qualcosa di sublime per le avventure grafiche e mi ricordano sempre i bei vecchi tempi. Nulla di particolare da segnalare se non che i fondali sono disegnati con parecchia cura, soprattutto per l’epoca.

Parametro GiocabilitàIl gioco è piuttosto giocabile e non crea molti problemi, a parte l’inventario che di tanto in tanto salta fuori senza che sia richiesto. L’interfaccia è piuttosto classica ed e simile ai classici Lucas Arts. Se c’è qualcosa che appesantisce il gioco è l’impossibilità di saltare determinate animazioni, il chè ci costringerà a guardare sempre le stesse cose in caso dovessimo (e credetemi, dovrete) tornare più volte nella stessa area.

Parametro AudioLe musiche di Hollywood Monsters sono piuttosto di buona fattura e sottolineano bene tutti i momenti. Gli effetti sonori sono senza lode e senza infamia ma putroppo la qualità della compressione è piuttosto scarsa, mentre il doppiaggio si attesta su livelli piuttosto buoni, anche se da buon nostalgico sono portato a dare qualche punto in più per via delle voci tanto care a noi “Oldgamers”.

Parametro LongevitàLa longevità non è molto discutibile su di una avventura grafica, fondamentalmente si rimane incollati al monitor finchè si è presi dalla trama (che in questo caso è abbastanza piacevole) oppure dalla semplice voglia di concludere il gioco e di risolvere puzzles. Il gioco è in ogni caso piuttosto lungo e se deciderete di finirlo vi terrà compagnia a lungo.

L’unico grosso (e intendo grosso) difetto è che alcuni enigmi sono, o almeno sembrano, completamente illogici, e ci ritroveremo a dare oggetti apparentemente (o no?) casuali ad altri personaggi per averne in cambio altri, senza che nessuno ci suggerisca nulla. In questi casi riuscire a progredire senza dare una occhiata alla soluzione è estremamente difficile. A questo si aggiunge il fatto che per effettuare una azione è spesso necessario cliccare più volte e osservarne altrettante volte il fallimento fino a che non si scatena un qualche evento.
Altri aspetti negativi sono meno gravi e peraltro diffusi in più di una avventura, come quello del pixel-hunting, che per trovare le “aree sensibili” come ad esempio gli oggetti, vi constringerà, a volte, a spostare il mouse meccanicamente per tutta l’area di gioco alla ricerca di un cambio di puntatore.

hollywood monsters screenshot

I nostri viaggi ci porteranno anche.. sotto il piede di una sfinge!?

Nonostante tutto però. Hollywood Monsters è un buon gioco, divertente, spiritoso e quando vuole anche intrigante. Se si riesce a passare sopra ai difetti, magari con l’aiuto di una soluzione quando strettamente necessario, ci si può godere un’avventura grafica vecchio stile carica di ricordi.

Pregi:

  • E’ un avventura grafica classica, con tanto di inventario stracolmo e grafica 2d cartoon.
  • Se vi piacciono gli oggetti qui ne troverete a carriole.
  • Se siete dei nostalgici non potete perdervela.

Difetti:

  • Alcuni enigmi sono (o sembrano) totalmente illogici.
  • Talvolta il pixel hunting è un tantino esagerato.
  • Non poter saltare certe animazioni è noioso.

NOTA: il gioco funziona correttamente su Windows XP, Vista, e quindi probabilmente su Seven.





Quake Live – Beta

17 02 2010
Quake Live Screenshot

Visor nella nuova sgargiante skin "bright" porta il suo lanciagranate a spasso per l'arena

Genere: FPS
Sviluppatore: id Software
Pubblicazione: -

Prima di iniziare la recensione vorrei far notare che il gioco in questione è ancora in beta e che in caso di cambiamenti evidenti nella futura versione definitiva, verrà realizzata una seconda recensione.

quake live logo

Impressive!

Quake Live è un fondamentalmente Quake 3 Arena in versione gratuita e completamente online, giocabile unicamente tramite il proprio browser web. Q3A non ha bisogno di presentazioni, ma per coloro che hanno vissuto sotto una roccia per gli ultimi dieci di anni farò un sunto: un numero variabile di giocatori viene fiondato in una mappa (arena) colma di armi in grado di dispensare morte nei modi più fantasiosi. Obiettivo: fare più uccisioni possibile. Ora, sono disponibili anche modalità diverse dal Free For All (tutti contro tutti), come ad esempio il Capture the Flag (cattura la bandiera), ma la sostanza è sempre un gran volare di proiettili.
La particolarità di Quake Live è proprio nel fatto che chiunque abbia un pc con meno di 10 anni dotato di connesione internet può giocarlo gratuitamente assieme a giocatori di tutto il mondo, e con lag quasi sempre assente o più che sopportabile. Inoltre id Software ha cercato di eliminare il fastidioso problema esistente in Q3A per cui i giocatori principianti erano costantemente asfaltati dai più esperti mettendo in piedi un sistema di “Skill Matching”. Tale sistema (che a dir la verità non elimina il problema ma lo riduce di molto) si occupa di consigliare di volta in volta ai giocatori in quali server entrare, in modo da far si che possano avere avversari il più vicini possibile al loro livello.
Altra aggiunta in Quake Live è la possibilità di gestire una lista di amici in modo da poterci parlare e poter entrare a giocare nelle loro partite.

Parametro GraficaQuake Live usa il motore grafico id Tech 3, ovvero lo stesso di Q3A e di moltissimi altri giochi. Tale motore non è certo in grado di meravigliare gli occhi come un Unreal Engine 3 o un CryEngine, ma fa il suo dovere al 100% soprattutto tenendo conto del fatto che per un gioco del genere e per i piani di id Software la cosa più importante non è la magnificenza grafica ma la leggerezza e la compatibilità, in modo da massimizzare il numero di giocatori possibile.
E’ comunque da notare il fatto che rispetto all’originale Q3A, in Quake Live la grafica ha ricevuto più di qualche ritocco, a partire arene più ricche a livello di texture fino ad arrivare a qualche nuova skin per i modelli da usare in gioco.

Parametro GiocabilitàQuake Live di giocabilità è maestro. Grazie alla fluidità del motore grafico e alla generalmente bassa latenza dei servers è un piacere muoversi per le arene sparando a tutto ciò che si muove. L’interfaccia è piuttosto scarna e non incide assolutamente in maniera negativa sul punteggio finale.
Il tratto distintivo di Quake Live nella giocabilità è da ricercarsi nel ritmo delle partite e dei movimenti. Se azzardassimo un contronto con lo storico antagonista (la serie Unreal Tournament) ci renderemmo subito conto di quanto Quake Live sia estremamente acrobatico, veloce ed adrenalinico: giocando ad Unreal Tournament dopo essersi abitutuati ai ritmi di Quake Live si avrà come l’impressione di avere dei pesi ai piedi del proprio personaggio.

Parametro AudioL’audio è senza lode e senza infamia. Le musiche ad opera dei Sonic Mayhem danno il giusto ritmo alle sparatorie, ma la maggior parte dei giocatori tende ad abbassare il volume della musica a zero in modo da avere il pieno controllo del campo di battaglia. Gli effetti sonori svolgono adeguatamente il loro dovere sottolineando dove è necessario ma non sono nulla per cui strapparsi i capelli.

Parametro LongevitàParlare di longevità in un titolo unicamente online è molto realativo. Se il gioco vi piace, non vi stancherete mai di giocarci: le meccaniche sono semplici al punto giusto ma rodate da anni e anni di “Frags”. Se c’è qualcosa che può danneggiare l’esperienza di gioco al punto di, a volte, constringere il giocatore ad abbandonare le arene, quel qualcosa sono i classici problemi dei giochi online: Team Killers (giocatori che sparano ai propri compagni di squadra), Quitters (giocatori che escono nel mezzo di una partita lasciando il proprio team con le braghe calate) e via discorrendo. Tali fenomeni di, in generale, poca serietà sono aggravati dal fatto che il gioco è completamente gratuito e quindi chiunque può giocare.
In linea di massima la longevità è comunque piuttosto elevata in virtù delle molte modalità e mappe disponibili.

Quake Live screenshot

E' possibile personalizzare di tutto, dalla skin, al fumo dello shotgun

Quake Live è consigliatissimo a tutti gli appassionati di FPS frenetici e ai vecchi veterani o giocatori di Quake 3 Arena (anche se qualche cosa è cambiata). Tutto ciò di cui avete bisogno per inizare a fraggare è un mouse, una tastiera e una connessione ad internet, che aspettate a connettervi a quakelive.com?

Pregi:

  • Frenetico, adrenalico, è Quake!
  • Completamente gratuito (a parte i cartelloni pubblicitari nelle arene)
  • Privo di lag e giocabile da chiunque

Difetti:

  • Ci sono diversi giocatori poco seri che tendono a rovinare il divertimento (scegliendo bene server e modalità però sono abbastanza evitabili)




Silent Hill 2

4 02 2010
Un corridoio in Silent Hill 2

Un corridoio brutto e buio illuminato solo dalla vostra torcia. Un situazione che vivrete spesso.

Genere: Survival Horror
Sviluppatore: Konami
Pubblicazione: Konami

Silent Hill 2 (SH2) è, che ci crediate o meno, uno dei pochissimi giochi che è stato in grado di spaventarmi sul serio. E non stiamo parlando della paura da “Alien”, ovvero quella ottenuta sorprendendo il giocatore\spettatore con eventi più o meno inaspettati, e non parliamo neanche della tensione classica provocata da un videogioco in cui la vita del protagonista (e del giocatore) è sempre in pericolo, la paura di morire nel gioco insomma, perchè il livello di difficoltà a cui l’ho affrontato per la prima volta era ridicolo (sconsiglio quindi il livello più facile a chiunque). Quella di cui parliamo è la paura di andare avanti, di scoprire cosa ha il gioco da offrire. Il terrore che ti viene iniettatato nelle vene a piccole dosi dall’atmosfera fenomenale del gioco. La paura data da situazioni e sensazioni disturbanti.

Le meccaniche di gioco sono esattamente quelle classiche del genere: ci si muove in terza persona per ambienti di vario genere, si imbracciano armi di vario genere per sconfiggere nemici, e di tanto in tanto ci si ritrova davanti a qualche enigma ben fatto, di quelli più simili a quelli delle avventure grafiche che non a quelli degli action games. I punti di forza di SH2 non sono però certo da ricercarsi nel gameplay, quanto nell’atmosfera, nella trama e nell’ambientazione. La trama non ha nulla da invidiare a quella di un ottimo thriller horror dall’inizio alla fine (il chè è parecchio raro). Basti pensare che il gioco inizia con SPOILER il protagonista James che, avendo ricevuto una lettera dalla moglie in cui lei gli chiede di incontralo nel loro posto speciale, si trova nella ridente cittadina di Silent Hill. Unico problema, la moglie è morta diversi anni prima. FINE SPOILER. Personalmente ho apprezzato molto il fatto che la trama fosse completamente divisa da quella del primo Silent Hill (un po’ deboluccia), risultando invece estremamente triste e adulta in ogni sua parte.
Anche se in molti punti focali del gioco traspare questa tristezza generale, ciò che regna sovrana in SH2 è la paura.

Un personaggio di Silent Hill 2

In giro per Silent Hill si incontrano molti personaggi dal comportamento strano. Tutte le loro storie avranno un senso solo alla fine del gioco ...

Parametro GraficaLa grafica di Silent Hill si difende decentemente (a parte i classici punti deboli come la vegetazione) anche al giorno d’oggi, grazie ad una conversione eseguita quasi a regola d’arte. Quello che però colpisce di più non è tanto la tecnologia usata, quanto l’abilità artistica nello scegliere tonalità e immagini sempre disturbanti, che al primo sguardo non creano senso di paura, ma piano piano creano l’atmosfera. Una parola a parte va spesa per il design dei mostri che si incontrano per la città. Anche loro sono campioni di spaventosità e repulsione, ma al contrario di come avviene nel 98% delle produzioni horror, non sono studiate appostitamente dal nulla, ma ognuno dei mostri è fatto in un modo per un motivo, e anche se durante la prima partita il giocatore non può sapere nulla, intuisce a livello inconscio la cosa, il che rende queste creature, ancora una volta, disturbanti.

Parametro GiocabilitàLa giocabilità di Silent Hill 2 è difficile da definire. Nel senso più generale è molto bassa, soprattutto per un utente pc. La conversione non ha tenuto per nulla conto del sistema di controllo, e senza un joypad si ha qualche difficoltà nel muoversi. Inoltre interfaccia, risposta del personaggio e il gameplay in generale sono piuttosto legnosi. La difficoltà di giudizio però è data dal fatto che molti di quelli che sono difetti di giocabilità sono in realtà voluti: la difficoltà nel muoversi e nello gestire gli scontri del protagonista, la gestione a dir poco scomoda della telecamera etc, servono a rafforzare l’obiettivo base: mettere il giocatore in una situazione scomoda, provocandogli così paura in ogni modo possibile.

Parametro AudioPer quanto riguarda l’audio l’unica cosa da fare è inchinarsi profondamente di fronte ad effetti sonori e soprattutto ad una colonna sonora al limite della perfezione. I primi creano il terrore puro nelle vene del giocatore che si trova a sentire suoni diversi dai soliti clichè horror. Suoni disturbanti (si lo so, è la decima volta che lo ripeto ma è la migliore parola per descrivere SH2) e sempre adatti alla situazione che non mancheranno di farvi sudare qualche goccia in più. La colonna sonora è invece quanto di più triste e carico possiate sentire, e anche qui l’originalità la fa da padrona discostandosi dai classici del genere. L’audio è sicuramente il comparto più corazzato di SH2.

Parametro LongevitàLa forza della longevità in questo gioco è data dalla trama. Se si decide di andare avanti lo si fa per amor di scoperta, per sapere cosa è quel pianto, cosa significa quel vestito macchiato di sangue, o cosa vuole quella bambina nella nebbia. Per il resto una volta finito l’unico stimolo (piuttosto magro a mio parere) a rigiocarlo immediatamente è la possibilità di avere più di un finale. Questa scelta di design è una delle poche che non condivido: un gioco che vanta una trama così solida dovrebbe staccarsi dalle solite banalità da sala giochi.

Una stanza d'hotel in Silent Hill 2

Se la stanza è illuminata c'è qualcosa che non va, come confermano gli oggetti più o meno disturbanti sparsi qua e la ...

Per concludere, SH2 è un gioco estremamente serio e curato in cui nulla è lasciato al caso. Se cercate un gioco in grado di raccontare una bella storia carica di emozioni e dall’atmosfera pesante e disturbante, SH2 è quello che fa per voi.
Silent Hill 2 è un ottimo esempio da portare ai detrattori del “videogioco come opera d’arte”.

Pregi:

  • La trama non ha nulla da invidiare alle migliori produzioni hollywoodiane.
  • L’atmosfera di tristezza e paura non ha eguali.
  • Il comparto audio, musica in particolare è a livelli stupefacenti.

Difetti:

  • La giocabilità, per scelta o meno, è un po’ legnosa.
  • La conversione, pur ottima, non è perfetta e lo si vede in particolar modo nell’interfaccia e nel sistema di controllo.
  • L’idea di mettere più finali stona un po’ con la serietà e con il generale essere adulto del gioco, ma in fondo non disturba.




Geometry Wars: Retro Evolved

1 02 2010
Geometry Wars

La partita è appena cominciata e ancora si vede la navetta. Entro poco sarà sommersa da forme geometriche ostili.

Genere: Arcade
Sviluppatore: Bizarre Creations
Pubblicazione: Microsoft Games Studios

Geometry Wars è un’altra di quelle piccole perle più o meno “indie” che di tanto in tanto (raramente a dirla tutta) spuntano fuori qui e li. Questa volta è il caso di un sotto (sotto sotto) gioco di Project Gotham Racing 2 a cui era possibile accedere nel garage, per svagarsi e staccare la spina tra una corsa e l’alta. Il successo fu talmente grande che non molto tempo dopo ne fu publicata la versione Retro Evolved stand alone anche per pc.
Geometry Wars pesca a piene mani dai canoni dei primi videogiochi arcade e ci presenta un gameplay tanto semplice quanto divertente, accattivante e, ancora una volta, addictive.

Si gioca su un campo rettangolare e si comanda una navetta dalla quale escono senza soluzione di continuità fiumi di proiettili, il cui flusso è da dirigere sapientemente contro le sempre più numerose ondate di nemici che escono fuori un po’ ovunque. Tutto qui. Obiettivo del gioco: rimanere vivi il più possibile facendo cosi, in buon vecchio stile arcade, più punti possibile. In aggiunta, l’unica aggiunta, nei casi di panico è possibile utilizzare delle bombe, che puliscono completamente lo schermo dai nemici lasciandoci il tempo di sintonizzare di nuovo gli occhi.

Geometry Wars

Una bomba! Questo ci darà ben 1.7 secondi di respiro ...

Parametro GraficaGraficamente, che ci creadiate o meno, Geometry Wars è fenomenale. Lo stile grafico “Neon & Glow” (bel termine, mi sa che lo registro) scelto è allo stesso tempo futuristico ed attuale ma contemporaneamente retrò. Ogni partita a questo arcade game è una continua esplosione di forme geometriche e colori vivaci e accesi che fa invidia alla migliore delle discoteche. Molto carina inoltre l’idea di giocare su una griglia che reagisce ad ogni evento, dal passaggio del nostro fiume di proiettili all’esplosione dei piccoli, geometrici e quantomai arrabbiati nemici.

Parametro GiocabilitàAnche qui, come e più che per le precedenti recensioni una buona giocabilità è data da pochi precisi elementi senza i quali il gioco sarebbe da buttare senza mezzi termini. Ma anche qui (e questa è una delle caratteristiche che ha permesso a Geometry Wars di spiccare) il lavoro svolto è magistrale, con il supporto di più sistemi di controllo per gestire la semplice geometria. L’interfaccia, ridotta all’osso, è piuttosto funzionale

Parametro AudioL’audio di Geometry Wars è la degna spalla della grafica. Gli effetti sonori psichedelici ed elettronici accompagnano a meraviglia la tavolozza geometrica. Una nota di merito va anche all’unico brano che compone la colonna sonora. Può sembrare banale, può sembrare poco, può sembrare tante cose, ma quel brano vi rimarrà in testa, ed è inoltre perfetto per caricare il giocatore e sottilinare le esplosioni delle forme farabutte.

Parametro LongevitàLa longevità è ad ottimi livello se precisiamo un paio di cose. Le partite a Geometry Wars non durano in genere più di una manciata di minuti. Se teniamo conto di questo e del fatto che basta un doppio click su una icona per staccare un po’ la spina dallo studio o dal lavoro, Geometry Wars potrebbe accompagnare le nostre giornate per molto molto tempo.

Geometry Wars

Ah finalmente gli Snake. Alzi la mano chi non li odia ..

Per concludere, Geometry Wars è una stella della giocabilità e dei colori che non mancherà di divertire chiunque abbia bisogno di un po’ di azione spicciola

Pregi:

  • Dannatamente difficile non fare un doppio click su quell’icona
  • Coloratissimo e stilisticamente perfetto

Difetti:

  • Se un gioco così semplice avesse difetti evidenti, non sarebbe famoso




Puzzle Quest: Challenge of the Warlords

31 01 2010
La mappa di Puzzle Quest

Giocando si rendono diponibili diversi luoghi da visitare, il 95% dei quali nasconde mostri o quest.

Genere: Puzzle\RPG
Sviluppatore: Infinite Interactive
Distributore: D3 Publicher

Puzzle Quest: Challenge of the Warlords (PQ da ora in poi) è una piccola perla: cavalcando la moda di qualche anno fa (tutt’ora presente) di mescolare più generi, Infinite Interactive è riuscita a creare l’originalità a partire dalla banalità più assoluta. Banalità da un lato perchè oramai anche il più cruento degli FPS o il più smielato dei “pet-games” ha i cosidetti “elementi RPG” che consistono nell’esperienza guadagnata in un modo o nell’altro, nel far progredire il proprio personaggio etc. Dall’altro lato banalità perchè ormai di Bejeweled ne hanno la nausea anche i casual gamers più incalliti. Nonostante tutto ciò, PQ garantisce un’esperienza di gioco estremamente divertente e, come si dice in gergo, “addictive”.

Ad un primo sguardo PQ è un semplice RPG dalla grafica grezza: si gira per la mappa, si dialoga, si prendono e si compiono missioni, si guadagna esperienza e si avanza di livello. La punta di originalità è proprio nel fatto che le battaglie sono gestite tramite le regole  del famoso puzzle game Bejewel. Il giocatore ed il nemico di turno (l’ambientazione è prettamente fantasy quindi pelleverde e non morti saranno all’ordine del giorno) si trovano ai lati di una tavola piena di gemme, con la possibilità, a turno, di scambiarne due di posto in modo da formare un insieme di tre o più gemme uguali su una riga o su una colonna facendole esplodere. Le gemme sono di vario tipo e se fatte esplodere danno luogo ad effetti diversi: i teschi danneggiano l’avversario, la stelle viola permettono di guadagnare esperienza, il denaro non richiede spiegazioni e le quattro rune colorate riempiono le quattro “ampolle di mana” del giocatore. Ad ogni turno entrambi i giocatori possono scegliere se scambiare gemme oppure lanciare un incantesimo.
Tutto qui. Questo è PQ. Il tutto è coadiuvato da piccole caratteristiche del gameplay come la possibilità di catturare alcuni nemici per imparare le loro magie o per utilizzarli come cavalcature, la possibiltà di trovare, creare, vendere, comprare oggetti di vario tipo, o la possibilità di creare la propria cittadella.

Una battaglia di Puzzle Quest

Il marrano ha appena eseguito una combo, danneggiandomi e contemporaneamente sfruttando un jolly per rimpinguare il suo mana blu.

Parametro GraficaGraficamente PQ è volutamente leggero e tutto lo stile è chiaramente cartoonesco. La grafica in generale è ridotta all’osso ma perfettamente funzionale, e le illustrazioni di mostri, personaggi e fondali sono molto curate. Chiaramente nulla brilla per originalità ma non si può dire che sia un difetto in questo caso. Le animazioni sono quasi completamente assenti, ma non se ne sente la mancanza. Mi complimento con i ragazzi di Infinite Interactive per aver scelto di utilizzare un 2d di qualità invece che il solito 3d scialbo e poco personale.

Parametro GiocabilitàLa giocabilità di PQ è chiaramente a livelli piuttosto elevati grazie al fatto che gran parte del gioco lo si passa a spostare gemme. Come in tutti i casi in cui la giocabilità si basa su pochi punti saldi, non avere quei punti ben solidi rischia di rendere un titolo ingiocabile. Fortunatamente questo non è il caso di PQ, nel quale è, ad esempio, possibile spostare due gemme adiacenti sia selezionando la prima e poi la seconda, che cliccare e tenere premuto sulla prima e trascinare sulla seconda (sembra niente, ma problemi su queste funzionalità base possono compromettere tutto). Per concludere, l’interfaccia è piuttosto chiara e ben realizzata.

Parametro AudioA livello audio PQ si comporta sorprendentemente bene. Le musiche in particolare ad un primo ascolto possono sembrare le classiche variazioni sul tema fantasy, ma quando ci si scopre a canticchiarle a giorni di distanza dall’ultima partita si capisce come siano in realtà piuttosto ispirate e come creino quell’atmosfera di rilassatezza che permette a PQ di spiccare il volo. Più nella media invece gli effetti sonori che non sono nulla di particolarmente curato. Chiaramente dato il budget limitato del progetto, PQ non è doppiato in nessuna sua parte; ma di questo, sinceramente, non ho sentito la mancanza.

Parametro LongevitàLa longevità di PQ è straordinariamente elevata considerate le meccaniche alquanto basilari, ma forse il segreto è proprio lì: i “pesanti” elementi RPG donano al mai_troppo_giocato Bejeweled quella profondità che gli mancava, trasformandolo in un mezzo per arrivare ai proprio scopi. Lo scopo ultimo non è più scoppiare le gemme, ma sconfiggere il proprio avversario spostando le gemme, e con un pizzico di strategia.
E’ proprio la pesante presenza di Bejeweled nelle meccaniche di gioco che che conferisce a PQ quel senso di “addicting” che ci fa dire “ancora un mostro e smetto”.
La buona longevità è favorita anche dal fatto che all’inizio del gioco è possibile scegliere tra quattro classi per il proprio personaggio, e la scelta può cambiare non poco il nostro modo di giocare: se con un cavaliere puntiamo molto sulla distruzione dei teschi, con un druido potremmo avere più fortuna guadagnando mana da utilizzare in potenti incantesimi.

Un dialogo in Puzzle Quest

Uno dei diversi dialoghi. La trama non è tanto ispirata ...

Premio per l'originalitàIn definitiva Puzzle Quest è consigliato a tutti, in particolare a coloro che cercano un’esperienza di gioco rilassata e che nei suoi punti migliori non manca di una certa atmosfera. Se giocato a lungo può diventare un po’ ripetitivo a causa della mancanza di varietà, ma senza alcun dubbio dopo qualche giorno di pausa tornernerete ad esplodere gemme come forsennati!

Pregi:

  • Estremamente semplice iniziare, estremamente difficile smettere
  • La fusione tra RPG e puzzle è ai limiti della perfezione

Difetti:

  • La trama non è il massimo dell’originalità
  • A tratti ripetitivo




X-Men Le Origini – Wolverine

30 01 2010
Wolverine

Si. Sta guardando te. E non è per niente di buon umore ...

Genere: Azione\Picchiaduro
Sviluppatore: Raven Software
Produttore: Activision
Licenza: Marvel

X-Men Le Origini – Wolverine (da ora XMOW)  è il primo “picchiaduro” che gioco da diverso (tanto) tempo, si può dire che è il primo di quelli “moderni”. E’ basato sulla licenza Marvel dei famosi mutanti X e, contemporaneamente, sull’omonimo film.
Devo ammettere che sono rimasto piacevolmente sorpreso di come i ragazzi di Raven abbiano abilmente evitato di rendere evidente la natura commerciale del gioco (è fatto per spalleggiare il film) creando un gioco piuttosto divertente e che, a differenza del 90% delle conversioni film>videogioco, ha uno standard di qualità più che decente. Finendo il gioco ho avuto l’impressione che la falce del tempo (il gioco doveva chiaramente e tassativamente uscire insieme o quasi al film) abbia colpito anche XMOW visto il fatto che SPOILER sull’isola, ultima sezione di gioco, si fa poco più che combattere contro il caro Deadpool, mentre immaginavo una resistenza ben più dura sotto forma della solita passeggiata per il livello a tagliare in due la gente. L’impressione è proprio che per mancanza di tempo si sia tagliato qualcosa. FINE SPOILER
Per il resto che dire.. In XMOW si picchia e tanto. Si eseguono mosse semplici, complicate e combinate, al fine di passare allo “stage” successivo e di ottenere  punti esperienza potendo cosi effettuare qualche miglioramento a Logan. Se c’è qualcosa che non manca in XMOW è la spettacolarità (e il sangue): Wolverine saltella in giro per i livelli sfidando la morte per cadute, tagli, pallottole e ustioni, dispensando morte e dosi del suo caratteristico umorismo cruento.
Complimenti alla sequenza del combattimento finale, realizzata in maniera superba.

Wolverine su un elicottero

A Logan non piace volare. Ma quando cominciano a spararti addosso qualcosa devi pur fare. E Wolverine non è tipo da scappare.

Parametro GraficaA dar vita a XMOW è l’Unreal Engine 3 che in linea di massima non tradisce mai. Le textures non sono il massimo (buone ma non enormi) e non si può dire che il gioco sia straricco di poligoni; non si grida mai al miracolo ma l’effetto generale è più che riuscito in particolare come colorazione. Merita un plauso particolare la tecnologia utilizzata per modellare Wolverine: il modello 3d è realizzato a strati ed il torso del mutante verrà squarciato, tagliato e forato a più riprese lasciando così intravedere le fasce muscolari e le ossa, per poi rimarginarsi più o meno velocemente, ma in maniera piuttosto convincente.
Altra caratteristica grafica che mi ha molto sorpreso sono le animazioni. Se c’è un campo in cui XMOW eccelle è questo: ogni movimento, in particolare dell’eroe ma non solo, è estremamente fluido e realistico e l’animazione in generale non ha molto (nulla?) da invidiare a produzioni ben più importarti.
Infine farei notare che i modelli 3d dei personaggi, in particolare i volti, sono stati realizzati il più simili possibile agli attori del film, ma mentre con Wolverine\Hugh Jackman o Victor\Liev Schreiber il risultato è piuttosto pregevole, la somiglianza è ben poca per i modelli di, ad esempio, Stryker o Gambit.

Parametro GiocabilitàLa giocabilità si attesta su buoni livelli ma non serve molto per ottenere questo risultato in questo genere di videogioco. Al contrario una buona giocabilità è a dir poco fondamentale per la buona riuscita di un picchiaduro. Logan risponde sempre ai comandi reattivamente e senza incertezze, anche se l’impostazione generale dei comandi tradisce un poco l’origine console del gioco (piattaforma a cui, peraltro, questo genere fondamentalmente appartiene). Segnalo giusto un paio di incertezze qui e li con la telecamente, ma principalmente dovute alla cinematograficità del tutto.

Parametro AudioA livello audio XMOW si difende piuttosto bene con un doppiaggio nella media: piuttosto buono quello di Logan, ma più scadente quello di altri personaggi (personalmente ho odiato Gambit). Sfortunatamente le voci non sono quelle dei doppiatori, almeno nella versione italiana. La musica non spicca per originalità ma fa bene il suo dovere. Al contrario gli effetti sonori mi sono sembrati parecchio ben fatti, e tagliare in due (o più) di tutto con gli artigli di Wolverine sarà un piacere in tutte le situazioni.

Parametro LongevitàCome giustamente ci si aspetta da un gioco di questo tipo, la longevità non è stellare. Una volta finito il gioco non si hanno molti stimoli a ricominciarlo (se non, ovviamente, qualche tempo dopo) e non ci sono modalità alternative. Finire il gioco una volta (una decina di ore) sblocca il terzo livello di difficoltà che offre sicuramente un livello di sfida maggiore. In aggiunta, disseminate per i livelli, ci sono delle statuette raffiguranti Wolverine con alcuni suoi costumi: collezionandone un certo numero si avrà la possibilità di combattere contro un altro Wolverine e sbloccare così quel costume.

Se vogliamo trovare un difetto in XMOW lo possiamo ricercare nella trama, che ci si aspetterebbe ricalcare quella del film. Diversamente, nel gioco la trama segue gli stessi punti focali di quella del film ma ci arriva in maniera diversa. Per quanto ne so io questa potrebbe essere la maniera seguita dal fumetto, ma d’altronde questo è il gioco basato sul film, e non sul fumetto. Altro piccolo problema è che della trama viene somministrata solo qualche pillola senza tutto l’inframezzo il chè tende a ridicolizzare un po’ il tutto.

Wolverine finisce un avversario

A quel soldato ha detto particolamente male ...

In definitiva XMOW è un gioco piuttosto divertente consigliato agli amanti del genere e in particolare a coloro che gradiscono l’ambientazione Marvel. Raven\Activision hanno fatto un gran bel lavoro portando su pc (e non solo ovviamente) buona parte dell’adrenalina e dell’atmosfera del film, senza che la cosa risultasse in un’operazione prettamente commerciale. La quantità di sangue lo rende però sconsigliabile ai più giovani.

Pregi:

  • La spettacolarità non manca MAI
  • Animazioni molto curate
  • E’ Wolverine!

Difetti:

  • Poteva seguire il film più da vicino
  • Leggermente ripetitivo
  • Forse tagliato per mancanza di tempo







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